Natale 2018: Exit Strategy

Una modesta proposta per sopravvivere al prossimo Natale

Lo so che fa brutto criticare il Natale, si diventa subito impopolari passando dalla parte dei gelidi senza cuore, degli snob che non vogliono mischiarsi ai riti di massa, dei rinunciatari che dimenticano la famiglia per rifugiarsi in un’algida “solitudine-beatitudine”. Eppure lo confesso appartengo a questa categoria, sono da sempre una natalofoba e credo che in fondo sia una questione più genetica che ideologica. Mi ritrovo da questa parte.  Che è costituita evidentemente da una minoranza e forse proprio per questo mi fa piacere dire la mia per dare un po' di incoraggiamento a chi, come me, avverte una sensazione di disagio rispetto a questo rito collettivo e vorrebbe prenderne le distanze ma non sa come tirarsene fuori. Sopravvivere al Natale, senza doversi per forza adeguare alle banche immagini che ci propongono pubblicità e tradizione si può.

 

Non so se anche tu odi il freddo, i luoghi affollati, le code nei negozi, gli ingorghi del traffico, il fully booked con prezzi triplicati di qualsiasi meta turistica; non so se ti infastidisce vedere i panettoni già in giro a metà ottobre, sentire Jingle Bells e White Xmas a nastro fino alla nausea in ogni negozio, se trovi insopportabile salutare amici e parenti come se dovessi andare 7 anni in Tibet. Non so se pensi che 3 antipasti, 2 primi, 2 secondi, pre-dolce, mont blanc e panettone siano forse un filino troppo o se passare il natale con il tuo ex marito/ex moglie unendo le famiglie allargate pensando al bene futuro, ma del tutto imponderabile dei tuoi figli ti fa venire l’orticaria.  Non lo so. Ma nel caso in cui tu ti sia fatto qualche domanda sull’opportunità o meno di arrendersi a queste consuetudini, o se magari addirittura covi in animo inespresse forme di contrasto che non sai come articolare, sappi che sottrarti a questo meraviglioso folclore è un tuo diritto.

Se non ti senti ancora pronto, consiglio di evitare scelte affrettate e di prenderti questo ultimo Natale per meditare sulla questione ed assaporare per bene cosa ti piace delle feste natalizie e cosa no, per mettere a fuoco cosa vuoi “tenere” e cosa vuoi “levare” e poi cominciare ad immaginare come vorresti passare il prossimo Natale. Durante la tombola o mentre stai scartando l’ennesimo regalo inutile che domani ti toccherà riciclare puoi cominciare a pensare alla tua exit strategy per Natale 2018.

 

Come Professional Organizer un passo importantissimo del mio lavoro è aiutarti ad immaginare il tuo spazio, il tuo tempo, la tua vita come la vorresti e poi proporti tecniche, suggerimenti e strumenti per mettere in atto concretamente delle strategie e “realizzare” i tuoi sogni. Il percorso è lo stesso quindi anche per Natale. Si tratta in fondo “solo” di prendere consapevolezza delle tue emozioni, dei tuoi desideri, sentire anche i sentimenti di chi ti sta intorno e “accordarti“ al momento che stai vivendo perché la vita è un fiume che scorre e probabilmente non esistono soluzioni chiavi in mano, valide per sempre. Natale è sicuramente un periodo più delicato di altri, dove sono in gioco emozioni forti, legami familiari, attaccamento a valori e tradizioni che spesso riteniamo “intoccabili”. Ma vale la pena provare.

 

In questo momento dell’anno, più che in altri momenti, mi salta agli occhi la modalità in cui ci troviamo a vivere che è quella del “TUTTO TROPPO SEMPRE”. Parlo soprattutto (ma non solo) della “maratona social” a cui ci sottoponiamo, al nostro metterci costantemente in vetrina per raccontare, filmare, fotografare una sequenza inarrestabile di compleanni, anniversari, addii al nubilato- celibato, matrimoni, settimane bianche, weekend memorabili (o immemorabili che dir si voglia), celebrazioni di ogni genere, Halloween, Black Friday, hackhaton lavorativi e reunion familiari. Così che quando arriva Natale quasi mi aspetto lo schianto finale dovuto a “tutta ‘sta socialità natalizia” che ovviamente prevede abiti, acconciature, make up, allestimenti casalinghi, decori & illuminazioni con effetti speciali e non ultime le infinite discussioni sulla scelta del menù e la sua successiva preparazione. Non senti anche tu odore di “TUTTO TROPPO SEMPRE”?

Troppo cibo, troppi regali, troppi brindisi, troppo di tutto anche perché le nostre giornate ordinarie sono già troppo affollate. Lo dico ovviamente con tutto il rispetto per chi invece questo troppo non ce l’ha e ne vorrebbe almeno un po', per chi sente la mancanza della famiglia e gli piacerebbe averla più vicina sempre.

Ma proprio per rispetto di questa parte di mondo ed anche delle nostre risorse fisiche, mentali ed economiche forse non sarebbe male scalare marcia. E per chi sta maturando una scelta più ”essenzialista”, per chi ama la semplicità, per chi è stufo del troppo  e vorrebbe osare un  Natale più sobrio (che non vuol dire affatto più triste, tengo a sottolineare)  ecco allora qualche proposta alternativa:

 

Basta regali: dire agli amici, agli amanti e ai parenti più stretti in un momento di confidenza “noi non ci facciamo regali, vero?” Entrare nella cerchia di quelli che non si fanno regali indica chiaramente che è fatta, ormai siamo intimi, basta formalità. Unici dispensati i bambini, che meritano sempre un regalo, possibilmente fatto di attenzione (molta attenzione) e di tempo (molto tempo).

 

Picnic di Natale: Perché no? Se la salute e il clima lo consentono fate una bella passeggiata con picnic a Natale. Ho passato dei bellissimi Natali sulle alture delle 5 terre con panini e panettone al sacco. La sera poi, una cena “normale”, brindisi “normale” con pandoro e panettone “normale”. In gran parte dell’ Italia un Natale all'aria aperta è assolutamente possibile e visto che passiamo le nostre giornate sempre più al chiuso perché non provare a fare qualcosa di diverso?

 

Squagliarsela a Natale (solo per i più giovani, per chi può permetterselo o per più coraggiosi): partire il 15 dicembre, far perdere le proprie tracce e rintanarsi in qualche “hideaway” fuori mano con tutti i libri che non siete riusciti a leggere durante l’anno in valigia e una marea di idee da mettere finalmente in ordine. Tornare il 7 gennaio, magri come un’acciuga e senza aver postato nessuna foto, tenendosi alla larga anche dai racconti delle cene pantagrueliche degli amici, colleghi e parenti. Snob? Rivendicatelo con orgoglio.

 

Natale come i mondiali: Qualche volta penso che un natale tradizionale ogni tanto ci può anche stare: tre anni low profile e uno con il botto.  Perché non celebrarlo ogni 4 anni come i mondiali? (e non è sempre detto che passiamo il turno! Quando non ne abbiamo voglia possiamo semplicemente dire che non ci siamo qualificati. Più semplice di così…)

 

Natale altruista: Se invece volete aiutare  le persone meno fortunate a Natale ci sono davvero tante possibilità, per esempio  all’estero https://www.projects-abroad.it/missioni-volontariato-stage/campi-di-volontariato-natale/, oppure potete anche semplicemente servire i pasti nelle mense tipo quella di Sant’Egidio a Milano http://www.santegidio.org/pageID/35/langID/it/Il-pranzo-di-Natale.html o aiutare chi una casa non ce l’ha http://associazione.terre.it/?idm=2&idn=76 .

 

Natale Zen: Visto che le nostre giornate sono sempre più rumorose e affollate perché non prendersi una pausa proprio a Natale e iscriversi ad un ritiro zen di meditazione, yoga o di preghiera? Ci sono tantissime iniziative in questo senso sia laiche che religiose e ognuno può trovare quella che è più vicina a lui. Anche il silenzio ha un buon sapore.

 

Spero di averti dato qualche idea per alleggerire il tuo Natale e fare un po' di spaceclearing fra le consuetudini che riceviamo in eredità e di cui facciamo fatica a disfarci. Anche in questi casi è utile fare una selezione. Se hai esempi di “Natali diversi” magari lontani dai cliché tradizionali ma che ti hanno comunque reso felice, scrivimi.  Sarò più che felice di integrare i tuoi suggerimenti e se vuoi di condividerli!

 

Buon Natale a tutti!

 

Anna Fais

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