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6 cappelli per pensare

I sei cappelli per pensare di Edward De Bono

6 cappelli per pensare
6 cappelli per pensare

Prendere decisioni strategiche complesse non è mai facile.

Se le decisioni da prendere coinvolgono più persone, è ancora più difficile districarsi tra opinioni contrastanti e opposte prima di arrivare al risultato.

È il caso di un’azienda milanese che abbiamo seguito: quando il management si incontrava per prendere una decisione, uscivano spesso dalle riunioni con un nulla di fatto. Passavano ore a parlare, discutere, argomentare, ognuno portando il proprio documentato punto di vista, ma non riuscivano ad arrivare al punto, con grande frustrazione di tutti quanti.

Abbiamo per questo proposto di utilizzare e adattare alle loro esigenze la tecnica de “I sei cappelli per pensare” di Edward De Bono*. 

Cos’è la tecnica “I sei cappelli per pensare”?

“I sei cappelli per pensare” è una metodologia che aiuta a migliorare la capacità di pensare. Indossare uno dei sei cappelli significa dirigere intenzionalmente l’attenzione e il pensiero su ogni singolo aspetto di un problema. 

Si tratta quindi di interpretare dei ruoli, indossando idealmente dei cappelli di sei colori che rappresentano i diversi punti di vista, anche quelli più lontani dalla propria indole.

L’applicazione di questo sistema permette di prendere una decisione o analizzare un problema imparando a pensare con una mente aperta, capace di prendere in considerazione tutti i punti di vista senza arroccarsi su un’unica posizione.

Questo approccio aiuta a liberarsi dai propri schemi mentali e a imparare a ragionare considerando le diverse posizioni o anche espressioni di caratteri diversi dal proprio.

Ad esempio, permette alle persone ottimiste di esprimere pensieri negativi oppure alle persone razionali di avere pensieri creativi.

“Pensare non è una scusa per non agire ma un modo per agire meglio. Perciò avanti con l’azione.”

E. De Bono

I significati dei sei cappelli

Abbiamo detto che ogni cappello rappresenta un punto di vista e, poiché ogni punto di vista è importante e aggiunge valore in fase di confronto e decisione, in una riunione di gruppo è utile che siano rappresentati tutti.

1) Il cappello bianco

Questo cappello rappresenta il punto di vista neutro e imparziale.

Indossando questo cappello le persone imparano a riportare i fatti così come sono e a raccogliere gli elementi senza giudicarli.

“Quest’anno abbiamo aumentato la vendita delle mele renette del 25%.
Abbiamo diminuito la vendita delle pere del 15%.
La soddisfazione dei nostri clienti è rimasta invariata dall’anno scorso.”

2) Il cappello rosso

Il cappello rosso rappresenta l’espressione libera dell’emotività. Indossando questo cappello le persone sono libere di esprimere cosa le emoziona e cosa le spaventa e le inquieta. Possono anche esprimere quello che dice loro l’intuito o la pancia. Quando si indossa il cappello rosso non c’è mai bisogno di giustificare quello che si esprime.

“C’è qualcosa che non mi convince del fornitore “Melemarce S.p.A.”
Sento che questo progetto ci darà grandi soddisfazioni.
Ho un brutto presentimento, secondo me ci stiamo incastrando in una situazione difficile.”

3) Il cappello giallo

Questo cappello rappresenta l’approccio positivo.

Quando indossano questo cappello, le persone hanno un approccio ottimista e fanno emergere i vantaggi e i benefici che derivano da ogni situazione. Questa positività sarà però sempre legata alla logica, perché farsi prendere dalla fantasia e dall’emozione è tipico del cappello rosso.

“E se lanciassimo un concorso a premi per la nostra clientela? Sarebbe un modo di fidelizzarla.
Se affidassimo il trasporto all’azienda “Speedy” potremmo risparmiare un buon 10% sulle spedizioni.
Se la nostra azienda vincesse il premio “Azienda dell’anno” sarebbe un ottimo ritorno di immagine.”

4) Il cappello nero

Il cappello nero è contrapposto a quello giallo e rappresenta il lato logico negativo. Con questo cappello in testa, le persone possono essere critiche ed esprimono gli aspetti negativi delle situazioni per rimanere realiste. Il cappello nero permette di recuperare anche le esperienze passate e gli errori già commessi per non ripeterli. 

“In base alla mia esperienza ventennale in questa azienda, il magazzino non riuscirà a sostenere questi ritmi.
Ci siamo fatti prendere dall’entusiasmo, ma i costi che dovremmo sostenere per questo progetto sono insostenibili.
C’è il rischio che la concorrenza abbassi i suoi prezzi e ci mandi a gambe all’aria.”

5) Il cappello verde

Il cappello verde è il cappello della creatività e dell’originalità. Con questo cappello le persone si permettono di superare i confini, uscire dagli schemi e portare nuove idee e proposte insolite alla discussione, senza censura.

“E se pagassimo i nostri clienti per farli acquistare di più?
Indossiamo il cappello verde e troviamo almeno 6 idee alternative per distribuire i nostri prodotti.”

6) Il cappello blu

Questo cappello rappresenta il pensiero strutturato e serve per mantenere la rotta e il controllo. Trasmette calma, equilibrio e autocontrollo.

“Definiamo bene l’obiettivo dell’incontro.
Tiriamo le somme: chi fa cosa entro quando?
I risultati che abbiamo raggiunto finora sono…. (segue elenco)”

Come utilizzare la tecnica dei sei cappelli per pensare

La tecnica dei “Sei cappelli per pensare” può essere adattata ai contesti e alle esigenze. 

Per la nostra finalità, ovvero quella di aiutare il management a sbloccare lo stallo in cui rimanevano incastrati, abbiamo stabilito la regola che tutti i partecipanti indossassero contemporaneamente lo stesso cappello per allenarsi a sviluppare insieme lo stesso punto di vista, uno alla volta.

Abbiamo aperto e chiuso le sessioni con il cappello blu, perché è quello che, grazie al pensiero strutturato, ci ha permesso di avere il controllo su tutto il processo e di decidere con quale ordine indossare gli altri cappelli.

In seguito abbiamo raccolto i dati e le informazioni con il cappello bianco e successivamente lasciato lo spazio all’emotività con il cappello rosso.

Poi abbiamo proseguito indossando il cappello giallo e quello nero per individuare gli aspetti positivi e quelli negativi delle discussioni “critiche” e abbiamo lasciato al cappello verde la raccolta di idee creative per rendere più proficui i meeting.

L’azienda milanese a cui abbiamo proposto questa tecnica ha inizialmente reagito con scetticismo, ma il management si è poi deciso a testarlo con la nostra facilitazione e ha iniziato a ottenere dei risultati interessanti.

Prima di tutto i partecipanti si sono accorti che cadevano molto spesso nei propri schemi mentali e dovevano essere “richiamati” per tornare alla metodologia. Dopo qualche tentativo hanno iniziato a essere più rapidi nel raccogliere le informazioni dei diversi punti di vista e sono riusciti ad analizzarli con maggiore efficacia. Non dovendo più sostenere il proprio punto di vista difendendolo a spada tratta, i manager si sono resi conto del valore di tutti i punti di vista, dovendoli rappresentare in prima persona.

Non ultimo, le risposte formulate grazie a questo approccio erano più puntuali, ma anche più originali di quanto avrebbero pensato.

Avete mai provato questa metodologia nella vostra azienda?
Vi piacerebbe testarla?
Scrivici e vi aiutiamo!

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La forza stabilizzatrice di Organizzatessen. Quella brava a guidare le persone, cogliere le sfumature e ascoltarle in modo calmo ed empatico. Ma è anche pragmatica e decisa per capire subito dove è il problema e affrontarlo.

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