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Mindfulness gestione dello stress_ reagire rispondere

Gestire lo stress: la mindfulness è una tua alleata

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Di cosa parliamo quando parliamo di stress?

Tutti lo sappiamo anche se solo intuitivamente.

Chi ha letto il mio post precedente lo sa un po’ più nel dettaglio. Chi non l’ha letto lo può trovare qui. In questo articolo vediamo come gestire lo stress, quando ci assale.

Quello che ci preoccupa non è tanto lo stress occasionale, quello che può capitare a tutti e che ha la sua ragion d’essere.

Quello che ci preoccupa è lo stress cronico, dovuto alle “tigri” che dobbiamo affrontare tutti i giorni.

E oggi le nostre “tigri” sono le scadenze da rispettare, un capo esigente, o peggio ancora, il mercato che ci chiede risultati e performance olimpioniche, problemi familiari di difficile soluzione.

Queste “tigri” spesso provocano una reazione da stress incontrollata (eccessiva sudorazione, dermatiti, mal di stomaco, mal di testa, mal di schiena, insonnia…) e quando sono croniche diventano un serio pericolo per la salute.

La mindfulness, cioè la meditazione di consapevolezza, è uno strumento che ci aiuta ad uscire dal pilota automatico e ci permette gradi di libertà, anche dallo stress (ma non solo).

Rispondere anziché reagire

Riprendo da dove avevo lasciato. Dall’importanza della consapevolezza.

Il primo passo, quello più importante e fondamentale, è interrompere il circolo vizioso diventando consapevole di quello che sta accadendo mentre sta accadendo.

Scegliere una strada diversa rispetto alla reazione di “combattimento o fuga” o dell’impotenza della depressione è possibile.

Puoi fare una scelta diversa.

E qui che entra in gioco la consapevolezza.

Essere consapevole momento per momento ti permette di agire in modo diverso, proprio quando la tendenza a reagire in modo automatico – e spesso inappropriato – è al massimo.

La reazione da stress per definizione è automatica e inconscia.

Se riesci a portare consapevolezza proprio in quel momento, essendo tu parte integrante della situazione, l’hai già modificata prima ancora di agire.

Si tratta di un cambiamento interno, ma è importantissimo.

È importantissimo perché ti apre a tutta una serie di scelte che possono cambiare gli eventi futuri.

Di solito si tratta di una frazione di secondo, ma spesso è un momento decisivo per scegliere una strada diversa rispetto alla solita reazione automatica.

Come gestire lo stress. Scusa, mi puoi fare un esempio?

Vado con un esempio.

Da 27 anni faccio tutte le settimane avanti e indietro Milano – Genova in autostrada e “ho visto code che voi umani non potete neanche immaginare”.

Per evitarle, visto che il traffico mi provoca una significativa dose di stress, di solito parto ad orari non urbani.

Ieri sono partita da Milano alle 6 del mattino per poter essere a Genova entro le 8.

E alle 6 e 10 del mattino (!?!) ho trovato l’autostrada sbarrata a Pavia con 3 km di coda, perché stavano finendo la manutenzione della segnaletica stradale. (Ci scusiamo per il disagio, stiamo lavorando per voi…)

È stato un attimo.

Stavo per “partire” con la solita reazione da stress, smadonnamenti vari, pugni sul volante, arrotolamenti mentali sulle class action da mettere in piedi contro “i signori di autostrade” che sognavo arrostiti sul barbecue a Ferragosto ecc.… e invece ….

Invece mi sono fermata.

Una frazione di secondo. Un attimo di consapevolezza.

Sono scesa dalla macchina e mi sono messa a parlare con i signori della macchina davanti.

Due signori serafici, che erano del mestiere.  

E mi hanno spiegato che a volte, quando si fanno i lavori in autostrada, può succedere, si sforano i tempi.

E quando non finiscono in tempo chiudono l’autostrada.

Abbiamo scambiato 2 parole, loro si sono accesi una sigarettina e io sono ritornata in macchina, ammirando il loro “aplombe”.

Ho messo radio deejay, c’era Elodie con Bagno a mezzanotte. Che canzone magnifica.

Dopo 20 minuti, siamo ripartiti.  E sono arrivata a destinazione con 30 minuti di ritardo.  

Può succedere.  Fine della storia.

Il bivio: reagire o rispondere

Vediamo al rallenty cosa è successo.

Vedo le macchine davanti a me con le 4 frecce, intuisco che c’è un problema, vedo la coda, controllo Google Maps che certifica l’interruzione e l’inevitabile ritardo.

Vedo la pianificazione della mia mattinata andare in frantumi e lo sforzo della mia alzataccia vanificarsi.

Mi sento una vittima impotente.

Sento il battito cardiaco aumentare, un nodo allo stomaco e alla gola. Sento l’embolo che sta per partire.

Sento la gola che si secca, la testa che si riempie di immagini di morte cruente e desideri di tortura lenta verso i signori delle autostrade.

In quel momento consapevolmente stoppo il film e decido di non entrare in quel loop.

Scendo dalla macchina e le cose prendono “un’altra strada”.

Questo bivio ce l’abbiamo davanti molte volte al giorno, in molte situazioni differenti, ma non è semplice, “stoppare il film” e “prendere un’altra strada”.

Ci vuole allenamento.

Non si tratta di “liberare la testa dai pensieri” o di “reprimere le emozioni” che stai provando.

Anzi tutto il contrario.

Si tratta di sentirle, osservarle, fargli spazio.

Puoi permetterti di sentire la rabbia, la tensione muscolare, il turbamento cognitivo ed emotivo.

E questo incredibilmente riduce l’intensità della reazione e la presa che ha su di te.

In quel momento hai ancora la possibilità di scegliere.

Puoi, se vuoi, seguire la strada della reazione, ma non è un obbligo.

Non ti trovi più a reagire automaticamente sempre allo stesso modo.

Puoi invece rispondere in base alla tua maggiore consapevolezza di ciò che sta succedendo.

Centratura e consapevolezza: non si trovano all’Esselunga

Pensare che questa centratura e consapevolezza possano arrivare spontaneamente e senza fatica proprio quando ne abbiamo bisogno è veramente da super ottimisti.

E non si tratta neanche di imporci di restare calmi quando non lo siamo affatto.

In realtà si tratta di preparare gradualmente il tuo corpo e la tua mente a “rispondere” in questo modo.

È (anche) di questo che parliamo quando parliamo di mindfulness cioè di meditazione di consapevolezza.

Si tratta di coltivare e approfondire queste qualità con la pratica della meditazione.

Solo attraverso un addestramento sistematico alla consapevolezza possiamo sperare che la nostra calma e la nostra attenzione siano abbastanza forti da permetterci di rispondere in maniera equilibrata e creativa in situazioni di stress.

E questa capacità si sviluppa ogni volta che durante la meditazione proviamo disagio, dolore o forti emozioni e riusciamo ad osservarle senza reagire in modo automatico.

La pratica della meditazione ci allena a questa osservazione e ci prepara ad arrivare consapevoli al bivio: reagire o rispondere?

Il cammino che si apre imparando a “rispondere” in modo creativo e non automatico è un cammino di risveglio e di coraggio.

È la vera e propria creazione di un nuovo mindset.

Tutti ne abbiamo bisogno nella nostra vita personale, ma anche al lavoro, dove le situazioni stressanti sono all’ordine del giorno.

Se questo cammino ti interessa e vuoi inserirlo all’interno della formazione aziendale scrivici per chiederci informazioni sulla nostra offerta.

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Del team è quella metodica, disciplinata e riflessiva. Ha fatto dell’organizzazione uno stile di vita e del decluttering una filosofia per vivere meglio e più felice. Ha un grande dono: fa le cose senza fretta, ma velocemente.

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