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Buco nero e smartphone

Il “buco nero” al centro del nostro spazio

Buco nero e smartphone
Buco nero e smartphone

L’incredibile fotografia di Sgr A* di qualche giorno fa conferma che nel mezzo della nostra galassia esiste un “piccolo” buco nero. La caratteristica del buco nero è un po’ diversa dall’idea che, almeno io, mi ero fatta da piccola. Non si tratta di un vero e proprio buco ma di una massa superconcentrata e compatta che ha una forza di gravità superiore a qualsiasi altro corpo celeste nell’universo. Questa forza è così potente che anche la luce viene catturata e non ne esce più.

Più leggevo informazioni sulle caratteristiche del buco nero più nella mia testa si formava l’immagine di uno smartphone. Lo smartphone, che è al centro del nostro spazio (io ce l’ho proprio qui vicino), ha una forza attrattiva che vince su tutto.

La ricompensa immediata

D’altra parte, siamo fatti così: il nostro cervello si attiva inseguendo le ricompense immediate. Smartphone e Social sono programmati proprio per attirare la nostra attenzione e soddisfare la nostra dipendenza da dopamina. È una guerra impari perché smartphone e social giocano proprio su meccanismi inconsci e primordiali. E in effetti, un po’ come succede per Sgr A*, una volta che la nostra attenzione viene catturata, è difficile che riesca ad uscire dallo scrolling compulsivo.

Ecco dove va a finire il tuo tempo

Mi stupisco ancora quanta poca consapevolezza ci sia sul tema della dipendenza da smartphone. Quando faccio i corsi e parlo con i clienti, una delle frasi che sento più spesso è: “anche se ho un sacco di cose da fare, e corro tutto il giorno, arrivo a sera che non ho fatto tutto quello che volevo e non capisco dove vada a finire il tempo”. Te lo dico io: il tuo tempo va a finire nello smartphone, proprio come fosse un buco nero che ti cattura e dal quale poi è difficile uscire.

Lavorare con lo smartphone sempre a portata di mano

“L’asilo dei figli”, “la chat dell’ufficio”, “è per lavoro”, sono alcuni dei mille motivi per cui giustifichiamo l’assoluta necessità di tenere il cellulare a pochi centimetri dalla nostra mano.

Peccato che questa abitudine inneschi una serie di comportamenti che sono una delle cause maggiori di perdita di tempo in ufficio.

Le conseguenze di essere esposti costantemente alle distrazioni da smartphone

Ci sono una serie di conseguenze se lavori con lo smartphone sempre a portata di mano:

  • Metà del tuo cervello è allocato a sentire se arriva una notifica. Siccome potrebbe arrivare, una parte del tuo cervello è in stand-by per captare subito qualche segnale. Tanto che a volte “sente” suoni o vibrazioni che in realtà non esistono. Vuol dire che il resto del tuo lavoro lo fai con metà cervello. Pensa che grande spreco!
  • Non appena senti finalmente una notifica, molli tutto quello che stai facendo e vai a vedere. Non importa se è la chat del calcetto, la chat dell’ufficio, un like su Instagram o l’sms dell’ultima promozione della Tim. Qualsiasi sussulto del tuo telefono è più importante di quello che stai facendo. L’interruzione che ne deriva ti fa perdere la concentrazione in favore di qualcosa che al 99% può essere gestito in un secondo momento. Hai bisogno di tempo ed energia per tornare sul pezzo. E quando ci torni rischi di perderti qualcosa per strada. Capisco che il lavoro possa essere molto noioso, e la scintilla di vita che passa dallo smartphone è più attraente, ma se tanto quel lavoro noioso lo devi fare, non è meglio toglierselo subito di torno, senza dover prolungare l’agonia e mettendoci il doppio del tempo e dell’energia?
  • A volte le notifiche sono semplici distrazioni e torni subito sul pezzo, altre volte invece, l’esposizione a queste richieste esterne ti mette addosso un senso di ansia. L’ansia dipende dall’abitudine alla risposta immediata e dalla sensazione di una reperibilità h24. Per cui, anche se il 99% dei messaggi poteva aspettare, rispondi subito, quasi fosse una patata bollente di cui liberarsi. Tra l’altro sono messaggi che ti sembrano importanti (e infatti passano davanti a tutto il resto) ma poi, se ci pensi bene, non ti ricordi più nemmeno cosa hai letto o cosa hai risposto
  • Guardare una notifica pensando che “tanto sono solo pochi secondi” ti espone al suono irresistibile delle Sirene. E nel momento in cui sbirci “un attimo” le altre notifiche o entri nei social, quei pochi secondi possono diventare decine di minuti. Se tu scegli di rilassarti sui social e coscientemente decidi di usare il tuo tempo così, nessuno può dirti che non va bene. Ma se entri nel buco nero pensando di starci al massimo 5 minuti, ma poi non ti rendi nemmeno conto che hai trascorso 40 minuti, allora non è più una tua scelta ma è la battaglia persa contro un sistema programmato per attrarre e catturare la tua attenzione

Cosa si può fare (soluzioni “tappa buchi”)

  1. Diventa consapevole di questa situazione. Accorgiti di quante volte interrompi cose per te importanti per inseguire i richiami di cose meno importanti
  2. Togli le notifiche dei gruppi superflui, quelli che puoi andare a leggere in un momento di pausa
  3. Ritagliati degli slot di lavoro con il telefono in modalità aereo (puoi autorizzare il numero della scuola a squillare anche nella modalità aereo)

Cosa si può fare (soluzione che richiede più tempo, cultura condivisa, impegno)

Se il telefono è necessario perché da lì passa anche la chat di lavoro, sarebbe importante stabilire con i propri colleghi le regole e le modalità di utilizzo di questa chat. La sensazione di ansia da reperibilità e le interruzioni che abbassano la qualità del lavoro sono comuni a tutti e magari tutti vi lamentate di questa circostanza. Provate a parlarvi e a confrontarvi su questo tema, datevi delle (nuove) regole o trovate modi alternativi per comunicare e stare sul pezzo senza dover sacrificare tutta l’attenzione e la qualità del lavoro allo smartphone.

Se usate la chat per le emergenze, inoltre, vale la pena accordarsi sulla definizione di emergenza e provare a escogitare altri modi più efficienti ed efficaci per comunicarle.

Non esiste il modo in assoluto perfetto, ma quello che funziona meglio per ciascuna persona e ciascun gruppo di lavoro. E quello che facciamo con i nostri percorsi e consulenze è anche aiutare il team di lavoro a selezionare gli strumenti più adatti, ascoltando le esigenze di tutti e testando le soluzioni proposte.

Se anche tu ti ritrovi in un momento di confusione nell’utilizzo degli strumenti perché ti sembra che ti facciano perdere un sacco di tempo, chiamaci e vediamo insieme il percorso più adatto per farvi diventare più organizzati e felici!

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La più tecnologica del gruppo e le piace andare sul pratico. È quella che fa, che propone idee e trova soluzioni. Lavorare con le persone la ricarica ed è qui che dà il meglio di sé. È ironica e ha una simpatia contagiosa.

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