Quanto è organizzato il tuo team di lavoro?

Non è che non sei capace. È che non vedi bene.

non vedi bene

Ogni tanto, durante una formazione, qualcuno mi dice:
“Eh ma io sono creativo, lavoro meglio nel disordine. Hai presente quella vignetta di Einstein con la scrivania tutta incasinata?”

Non so nemmeno se quella vignetta sia vera.
E in ogni caso — diciamolo — la maggior parte di noi non è Einstein.
Io per prima non lo sono.

Quello che so, invece, è cosa succede quando proviamo a pensare, imparare o decidere con una scrivania (fisica o mentale) completamente ingombra.

Immagina un tavolo da lavoro pieno di tutto:
fogli vecchi, appunti nuovi, libri aperti, oggetti che “potrebbero servire”.
Ora prova a leggere qualcosa di importante e a prendere una decisione.

Non è che non sei capace.
È che non vedi bene.

Lo sguardo rimbalza, la mente si affatica, i collegamenti non si formano.
Se prima non liberi un po’ di spazio, l’apprendimento resta superficiale. Viviamo convinti di dover imparare di più:
più corsi, più video, più contenuti.
Ma sempre più spesso il problema non è la mancanza di informazioni.
È il sovraccarico. Ne avevamo scritto anche qui, parlando di information overload e di quanto renda più difficile capire e decidere.

Imparare a imparare non è accumulare.
È selezionare, riorganizzare, decidere cosa lasciare fuori.
È un lavoro di sottrazione. Per questo l’ordine non è un fatto estetico, ma cognitivo.
Che si tratti di una scrivania, di un home office o di uno spazio ibrido, l’ambiente influenza direttamente il modo in cui pensiamo.
Qui raccontiamo perché un ambiente di lavoro organizzato aiuta davvero a leggere meglio la realtà.

E spesso si parte dal basso, da ciò che occupa spazio senza dare valore.
Il decluttering, se fatto con criterio, non è buttare via: è creare superficie libera su cui pensare.
Ne abbiamo parlato in modo molto concreto qui.

Quando fai ordine succede una cosa molto concreta:
– riduci il carico cognitivo
– liberi attenzione
– inizi a vedere le relazioni tra le cose

E a quel punto decidi meglio e più velocemente.
Non perché sai tutto, ma perché sai cosa guardare.

Mini compito da 5 minuti veri

Se ti va di provarlo subito:
scegli un solo punto — la scrivania, il desktop del computer, una cartella.
Elimina o sposta 3 cose che non servono ora.
Poi fermati un attimo e chiediti: “Cosa diventa più chiaro, adesso?” Anche nel digitale, piccoli gesti possono fare una grande differenza. Qui trovi un esempio molto pratico.

Questo tema — fare ordine per vedere meglio, capire meglio, decidere meglio — mi sta particolarmente a cuore.
Ne parlo anche nel libro uscito il 5 febbraio nelle edicole, per il Corriere della Sera, nella collana Mindfulness.
Il titolo è La gestione degli ambienti.

Parlo di spazi, sì.
Ma soprattutto di attenzione, chiarezza, possibilità di scelta. Si può prenotare nella vostra edicola di fiducia, e se non lo trovate in edicola (lo so: le edicole stanno diminuendo e spesso non è facile intercettarle), potete ordinarlo anche online una settimana dopo l’uscita: qui trovate il link primaedicola.it

Se vuoi fare un passo in più:
– se fai il mini-esercizio, scrivimi cosa è diventato più chiaro
– se senti che il disordine è più grande di una scrivania, prenota una call di orientamento

L’intelligenza non è caos creativo.
È avere abbastanza spazio per vedere e scegliere.

30 minuti per fare chiarezza, senza impegno e senza fuffa

Del team è quella metodica, disciplinata e riflessiva. Ha fatto dell’organizzazione uno stile di vita e del decluttering una filosofia per vivere meglio e più felice. Ha un grande dono: fa le cose senza fretta, ma velocemente.

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