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importanza di fare delle pause quando lavoriamo

L’importanza di fare delle pause quando lavoriamo

importanza di fare delle pause quando lavoriamo
importanza di fare delle pause quando lavoriamo

In ufficio o da remoto, l’importanza di fare delle pause quando lavoriamo è fondamentale: ci permettono di sfruttare meglio il tempo che dedichiamo al lavoro e alle interazioni con il team.

Le pause ci aiutano perché il nostro cervello ha bisogno di rigenerarsi. C’è la necessità di dire stop al lavoro concentrato e di dedicarsi a qualcosa che aiuti la mente a ossigenarsi e tirare un respiro di sollievo.

Programmare delle pause all’interno della giornata lavorativa è quindi importantissimo per la salute fisica e mentale.

Una pausa non è nient’altro che un’interruzione. L’intervallo nell’azione, il silenzio mentre si parla o si legge, la cessazione temporanea di qualcosa.

È chiaro che, se lavoriamo davanti a un computer, la pausa per essere tale deve portarci il più possibile lontano dallo schermo del computer e anche dai dispositivi elettronici in generale, perché altrimenti rischiamo di sovraccaricare ulteriormente il nostro cervello.

Staccare serve a riposare gli occhi, a sgranchirsi le gambe e la schiena, a prendere una boccata d’aria.

È utile uscire e farsi un giro, ma anche aprire le finestre, cambiare l’aria, guardare il cielo, fare un respiro profondo.

Anche il caffè di metà mattina andrebbe preso in un posto diverso dalla scrivania abituale. Non è il caffè in sé ad aiutarci, ma lo stacco temporaneo da quello che stavamo facendo.

Se passi i momenti di pausa sui social o tra i messaggi ricevuti, non ti stai ricaricando o rigenerando.

Quando si lavora da casa e ci sono altri familiari con noi, le pause possono essere dedicate a loro e se c’è chi lavora o studia è utile stabilire le stesse tempistiche per fare pausa e staccare insieme, passando dei brevi momenti senza parlare di lavoro. 

Lasciando il mondo aziendale – anche se da remoto – al di fuori della pausa.

Perché è così difficile fare pausa nel modo corretto?

Chi lavora da casa, anche solo in forma ibrida per qualche giorno della settimana, può portare avanti una serie di comportamenti che rendono difficile lo stacco.

Intanto, se ti è capitato, è sconsigliabile utilizzare tutti gli spazi della casa per lavorare.

Se inizi le giornate lavorando un po’ dal letto, un po’ sul divano, un po’ sul tavolo della cucina… stai diluendo e frammentando il lavoro e lo ritroverai in tutti i luoghi della casa e in tutti i momenti della giornata.

Il lavoro eccessivo e la sensazione di lavorare molto di più da casa diventano un rischio reale.

Frammentare spazi e ore dedicate al lavoro portano solo molta confusione che non aiuta a capire che cosa si sta facendo e quando è il momento di staccare. Ti ritrovi a saltare tra una videochiamata e l’altra, le email e il lavoro operativo.

Anche chi vive con noi farà fatica a capire quando possiamo fare pausa. Magari ci vedono sul divano, ma stiamo lavorando e non vogliamo essere disturbati.

La frammentazione genera molti aspetti negativi e al primo posto troviamo la sensazione di bassa produttività.

Spezzettare il lavoro dà la sensazione di perdere efficacia ed efficienza. Sensazione che ci porta a voler recuperare il tempo speso male e quindi a occupare gli spazi che dovrebbero servire per le pause.

Quando sentiamo di aver lavorato male o di essere indietro con le attività, le prime cose che facciamo saltare dal calendario sono proprio le pause (per non parlare dei pranzi).

La mancanza di brevi momenti di stop porta anche una costante sovrapposizione tra la vita privata e il lavoro che è esattamente quello che vogliamo evitare per lavorare meglio per noi e per l’azienda. 

Le preoccupazioni e la solitudine

Un altro fatto che allontana le pause nelle nostre giornate lavorative riguarda la sensazione di essere fuori dal “giro dell’ufficio”, da certe dinamiche aziendali che avvengono in presenza. 

Per alcune persone può essere preoccupante il fatto di non sapere che cosa fare o che cosa stia facendo il team. Sono condizioni che possono generare paura, sfiducia, incomprensione e, a loro volta, possono influire sul coinvolgimento e sulla motivazione.

Queste condizioni rendono inefficaci i momenti di pausa; se stacchiamo, la mente andrà a quelle spiacevoli sensazioni che ci fanno lavorare male, innescando un circolo vizioso.

In questo caso per le aziende che hanno scelto lo smart working diventa importante rafforzare l’abitudine nel continuare a vedersi, nel mantenere un contatto visivo, anche da remoto.

Contatto che aiuterà le persone a sentirsi parte di un gruppo. Un gruppo che fa pausa, un gruppo che sa quando è arrivato il momento di staccare.

Si può provare la pausa condivisa anche da remoto, proprio come faresti per andare alla macchinetta del caffè con chi lavora con te.

Ciò che conta è stabilire delle nuove regole condivise. Regole che aiutano la singola persona a vivere meglio il lavoro e, di conseguenza, anche le pause. Non c’è cosa più bella del riuscire a sfruttare davvero un momento di pausa sapendo che nel ritornare al lavoro riusciremo a dare di più e meglio. La pausa è una forma di rispetto, nei propri confronti e nei confronti di chi lavora con noi. 

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